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  Boxe Spoleto / Chess Boxing

 
Si chiama Chess Boxing e all'inizio era solo un'invenzione di un “grande” del fumetto francese, Enki Bilal, che una decina d’anni fa, nella graphic novel Freddo Equatore, aveva immaginato una competizione in cui gli sfidanti alternavano combattimenti di scacchi a incontri davanti alla scacchiera.

Ispirandosi a quest'opera, nel 2003 l’artista olandese Lepe Rubingh ha ideato questa  disciplina sportiva che nei Paesi del Nord ed Est Europa è in via di grande ascesa e annovera nel suo ranking, ancora ovviamente limitato nel numero, grandi campioni e maestri di scacchi che sono anche ottimi pugili sia dilettanti che professionisti.

“Chessboxing” così si chiama questo connubio di due attività solo apparentemente contraddittorie tra di loro. Sia il pugilato che gli scacchi hanno in comune tante e significative sfaccettature. La strategia di un combattimento di boxe è pari a quella che un giocatore di scacchi deve mettere in essere durante la sua partita. Lo sforzo psicofisico che viene richiesto ai due contendenti è estremamente elevatoin quanto le due discipline  spingono gli atleti al loro limite, sia sul piano fisico che su quello mentale e quando, al suono del gong che decreta la fine del round di pugilato, dopo essersi sfilati i guantoni, ci si accinge a sedersi davanti alla scacchiera, lo sforzo psicologico che serve per tornare a parlare di scacchi, che necessita per addentrarsi nuovamente nella strategia delle varie “ mosse” è davvero tanto.

E così anche quando, al termine dei quattro minuti regolamentari che sono di fatto la durata di un round di scacchi, ci si avvicina all’angolo dove il Maestro infila nuovamente i guantoni e il paradenti, con infinita fatica, si riprende la via del quadrato per disputare nuovamente i tre minuti del round di pugilato.
Un incontro di “ Chess-boxing” si sviluppa su 11 round alternati.
Si comincia con una ripresa di quattro minuti di scacchi dopo aver scelto tra “ i bianchi” ed i “ neri”. Dopodichè una ripresa di pugilato del tempo regolamentare di tre minuti, e poi ancora quattro minuti di scacchi.



Tra un round e l'altro un minuto di pausa consente ai contendenti di ritrovare un minimo di equilibrio per passare dall’uso dei pugni all’uso del cervello. Poi ancora tre minuti di pugilato e così via fino alla fine della contesa. Fine che può avvenire con un verdetto di “ Scacco Matto”, oppure con un verdetto di” KO oppure di KOT”, oppure con un verdetto che viene dato in virtù del tempo scaduto, i 20 minuti che deve necessariamente durare la partita da un punto di vista scacchistico. Come dire che chi fra i  due contenenti, durante l’ultima ripresa di scacchi, finisce il tempo a disposizione, viene dichiarato sconfitto.

In Italia il precursore di questa nuova ed affascinante disciplina sportiva che tanti tifosi sta accumulando come dicevamo nel nord e nell’est d’Europa e che sta gettando le basi anche negli Stati Uniti con la creazione di un primo Club a Los Angeles, è il Maestro Gianni Burli, Tecnico della Boxe Spoleto e Presidente della A.N.A.P. – Associazione Nazionale Allenatori Pugilato.